Intelligenza artificiale: GPT-4 e il panorama normativo

Un anno fa parlavamo di GPT-3 e di rischi e potenzialità dell’IA sviluppata da OpenAI. A tre anni dall’uscita del primo modello di intelligenza artificiale, il colosso ne ha lanciato un secondo: il Generative Pre-trained Transformer 4 (GPT-4). Il secondo modello ha dimensioni decisamente maggiori, oltre a prestazioni e architettura migliore.

Tra i miglioramenti di GPT-4 menzioniamo la capacità di gestire sequenze di testo più lunghe e di comprendere meglio i testi; l’accuratezza nelle risposte; la capacità di affrontare compiti linguistici molto complessi.

Ma se già all’epoca di GPT-3 il mondo si domandava se esistessero dei rischi, come siamo messi ora?

European AI act

Il parlamento europeo sta lavorando all’AI act, il primo regolamento sull’intelligenza artificiale, studiato per garantire un uso e uno sviluppo corretto di questa potente tecnologia. La priorità del Parlamento è:

“garantire che i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati nell'UE siano sicuri, trasparenti, tracciabili, non discriminatori e rispettosi dell'ambiente. I sistemi di intelligenza artificiale dovrebbero essere supervisionati dalle persone, piuttosto che dall’automazione, per prevenire esiti dannosi.”

Un accordo provvisorio tra Parlamento e Consiglio europeo è stato raggiunto il 9 dicembre 2023 e, dopo varie correzioni, pare si sia giunti a un accordo per il testo definitivo. La sua approvazione è prevista in data 2 febbraio.

In 85 articoli e 9 allegati, il regolamento elenca tutti i rischi dell’intelligenza artificiale (minimi, limitati, alti, inaccettabili), le regole, i requisiti di trasparenza e gli utilizzi.

Cosa significa per il marketing?

Il mondo del marketing ha da tempo iniziato a pensare a come sfruttare al massimo queste nuove tecnologie per l’automatizzazione di alcuni lavori, per la personalizzazione delle pubblicità e per conoscere sempre meglio il proprio target di riferimento. In un mondo ideale, questa integrazione avrebbe reso più agevole la comprensione delle esigenze degli utenti e garantito risultati eccezionali nelle campagne di marketing.

Tuttavia questa visione deve confrontarsi con una realtà in cui le preoccupazioni per la protezione dei dati sono sempre più centrali. La privacy è un argomento che tutti gli utenti del web hanno sempre più a cuore e i marketers sono i primi a dover rispettare questo diritto e necessità.

In questa prospettiva, potenziare le attività di marketing con l’intelligenza artificiale potrebbe diventare un problema. La totale automatizzazione di decisioni che possano avere impatti sulle persone, la possibilità di pregiudizi, la profilazione e la raccolta di dati sensibili sono tutti temi da considerare.

Prima dell’IA Act, c’era già stato un primo intervento tramite le norme del GDPR per regolamentare l’utilizzo appropriato dei dati personali. Ma un regolamento, o due, non sono sufficienti per risolvere il problema di data protection. Per quanto ormai capace di tutto, l’intelligenza artificiale ha sempre bisogno di una supervisione umana per evitare un uso scorretto dei dati.

In futuro, potrà essere necessario implementare le misure di sicurezza e privacy e optare ad approcci più etici verso l’intelligenza artificiale utilizzata a scopi pubblicitari. In questo scenario in continua evoluzione, l'integrazione responsabile dell'IA diventa cruciale per il successo e la sostenibilità delle iniziative di marketing digitale.

Brand Reputation: definizione e incremento

Quando si parla di crescita del proprio brand, spesso vengono considerati solo aspetti che creino profitto diretto lasciando in secondo piano l’immagine e la reputazione (brand reputation).

Ma cosa si intende per brand reputation?

In parole semplici, è il risultato di un corretto allineamento tra l’identità del brand (ciò che è) e la sua immagine (il modo in cui viene percepito).

La reputazione è quindi la considerazione che gli individui hanno rispetto a qualcosa o a qualcuno, dove l’etica gioca un ruolo fondamentale, attribuendo ulteriore qualità al marchio o all’azienda.

Caratteristiche della Brand Reputation

La reputazione di un’attività si basa su alcuni pilastri fondamentali come:

- la qualità del prodotto venduto al prezzo adeguato, essenziale per la qualità sociale;

- l’autenticità e la coerenza;

- l’ascolto, non solo dei clienti, ma anche e soprattutto dei dipendenti.

Tutte queste caratteristiche, se accompagnate da strategie di marketing che giocano sull’emotività, arriveranno più velocemente ai consumatori che potranno immedesimarsi e riconoscersi nei valori proposti dal brand.

Il confronto tra la percezione degli utenti, della comunità, degli interlocutori istituzionali e dei dipendenti, dà vita alla reputazione di un’organizzazione.

A prescindere che sia un’azienda o una piccola società, il fine ultimo è quello di distinguersi dai suoi competitor e raggiungere i risultati prestabiliti.

La comunicazione dell’attività stessa, la sua immagine pubblica, la brand authority, le azioni intraprese e le scelte in ambito sociale, nonché il rapporto con i dipendenti e la fiducia degli stakeholder, sono solo alcune delle componenti che caratterizzano la Brand o la Corporate Reputation.

Perché è importante la Brand Reputation?

Che sia un brand già consolidato o alle prime armi, l’obiettivo è comune: la Brand Reputation.

Si comincia col farsi conoscere e si completa col farsi ricordare positivamente attraverso azioni strategiche costanti nel tempo.

Se il brand, attraverso la propria immagine, riuscirà a coinvolgere emotivamente il consumatore, lo renderà un vero e proprio ambassador involontario dei propri ideali.

Occuparsi della propria immagine per migliorarla, ne incrementa anche la reputazione: più persone possiedono un’opinione positiva nei confronti di qualcosa o qualcuno, più l’autorevolezza aumenta. 

I 5 fondamentali step per aumentare la Brand Reputation

Grazie alla SEO sarà possibile comparire fra i primi risultati della SERP degli utenti e quindi ottimizzare il posizionamento del proprio sito web sui motori di ricerca. Come? Sfruttando keywords ben studiate che ne indicizzino il traffico.  

Un altro aspetto fondamentale per migliorare la propria Brand Reputation è l’analisi del sentiment d’opinione.

Semrush - eccellente tool di analisi del traffico internet con il quale LikeYou è Agency Partner certificata - aiuta a monitorare le interazioni con il proprio sito, indicando la presenza di sentiment che può essere positivo, negativo o neutro.

Semrush offre anche la possibilità di monitorare i propri competitor che vanno sempre tenuti d’occhio: in questo modo sarà possibile anticiparli, non solo offrendo un servizio e/o un prodotto migliore, ma anche sviluppando contenuti persistenti nella diffusione dei propri valori.

L’originalità ha poi un ruolo fondamentale per l’incremento della Brand Reputation.

Brand che raccontano storie uniche suscitano infatti maggiore interesse fra gli utenti.

È importante quindi che il logo, il pay-off e il tone of voice siano chiari, originali e distintivi.

Gli articoli sui blog, la stesura dei copy per i social, i comunicati stampa, i guest post e le sponsorizzazioni devono incuriosire ed essere accattivanti. Allo stesso tempo è importante la coerenza: seguire un filo logico che porti agli stessi valori del brand, consolidando la propria reputazione e incrementandone l’authority.

Questi sono solo alcuni dei consigli utili per incrementare la tua Brand Reputation.

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