I migliori Plug-in per gestire i pagamenti di WooCommerce

WooCommerce è un plugin per e-commerce per il content management system (CMS) WordPress. Ti consente di creare un negozio online e di gestire i tuoi prodotti, ordini e pagamenti direttamente dal tuo sito web WordPress. WooCommerce ti offre una vasta gamma di opzioni per personalizzare il tuo negozio online, tra cui la possibilità di creare categorie di prodotti, aggiungere immagini e descrizioni dettagliate, impostare prezzi e tasse, e configurare opzioni di pagamento e spedizione. È una delle soluzioni e-commerce più popolari al mondo, facile da usare e personalizzare, e supporta una vasta gamma di estensioni e plugin per estendere le sue funzionalità.

I plugin di pagamento woocommerce più diffusi

Ci sono molti plugin di pagamento disponibili per WooCommerce che ti permettono di accettare pagamenti online. Alcuni dei plugin di pagamento più popolari per WooCommerce includono:

Pagamenti con criptovalute

Oltre ai tradizionali metodi di pagamento online, è sempre più diffusa la pratica di pagamento tramite criptovalute, che sono parecchio popolari al giorno d’oggi, dunque è importante prendere in considerazione la possibilità di accettare pagamenti con le monete virtuali, per aumentare le vendite e il fatturato. Per farlo su un e-commerce WordPress è possibile installare il plugin Coinbase Commerce, proposto da uno degli exchange di cryptocurrency più famosi del mondo, ovvero Coinbase. 

Una volta installato, potrai ricevere pagamenti con diverse criptovalute, tra cui Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash e Litecoin, con una commissione dell’1% a transazione. Questo plugin consente di monitorare i trasferimenti, inoltre prevede protocolli di sicurezza avanzati con autenticazione a due fattori.

Come scegliere il plugin più adatto

I plugin di pagamento per WooCommerce sono dunque uno strumento essenziale per qualsiasi negozio online che vuole offrire ai propri clienti un'esperienza di acquisto fluida e sicura. Abbiamo visto alcuni dei migliori plugin disponibili sul mercato, tra cui Stripe, PayPal Checkout, Square, Amazon Pay, authorize.net, Sumup for Woocomerce e Coinbase Commerce. Tuttavia, la scelta del plugin giusto dipenderà dalle esigenze specifiche del tuo negozio e dalle preferenze dei tuoi clienti.

Generazione di linguaggio naturale (e non solo) senza limiti: rischi e potenzialità di GPT3

GPT-3 è una tecnologia di Intelligenza Artificiale (IA) basata su Rete Neurale Profonda sviluppata da OpenAI, che ha lo scopo di generare testi naturali in risposta a qualsiasi input.

La rete neurale profonda è un sistema di apprendimento automatico che imita le reti neuronali del cervello umano. Si tratta di una tecnologia in grado di analizzare grandi quantità di dati ed effettuare previsioni e classificazioni con elevata precisione. Utilizza più livelli per elaborare i dati, esattamente come quelli presenti nel nostro cervello; questa complessità aumenta la capacità predittiva del modello, permettendo all'algoritmo di imparare dai dati in modo più accurato. Le sue applicazioni vanno dall'analisi dell'immagine al riconoscimento vocale, passando per la traduzione automatica e l'elaborazione del linguaggio naturale.

Le potenzialità di GPT-3

La potenzialità di GPT-3 per la creazione automatica del linguaggio naturale e l'automazione della comprensione della lingua umana promette grandiosi progressi in svariati ambiti. Tuttavia, come ogni tecnologia emergente, anche GPT-3 presenta alcuni rischi importanti.

In primo luogo, c'è il problema della privacy: poiché GPT-3 impara dai dati forniti dagli utenti per addestrare i modelli AI, le preoccupazioni riguardanti la protezione della privacy sono più che fondate. In secondo luogo, c'è il problema del controllo degli output: poiché GTP-3 utilizza un approccio non supervisionato all'apprendimento automatico e può generare contenuti senza filtri da parte degli utenti finali, gli stessi possono essere esposti a informazioni non corrette o imprecise. Infine, c’è il temuto problema dell’accuratezza: poiché si tratta di un sistema auto-apprendente basato sugli input forniti dagli user ed essendo completamente incapace di distinguere tra verità e menzogne, questo determina una riduzione dell’affidabilità degli output generati da GPT-3.

I benefici

Tuttavia, i benefici di GTP3 sono anche molto evidenti come il loro impatto positivo sulla scienza ed il lavoro creativo e le sue potenzialità. I potenziali usi della tecnologia spaziano dal campo del design all’informatica e possono essere applicate trasversalmente, in base alle esigenze di chi usa il programma. L’IA di GPT-3 è in grado di rispondere a domande, formulare suggerimenti, creare codice, scrivere una canzone o una poesia e molto altro, il tutto a partire da un semplice input di testo. La qualità dell’output prodotto è sbalorditiva e non è affatto facile distinguere se sia stata scritto da un umano o dalla macchina. È una risorsa di grande valore che può essere usata per lo svolgimento di molti compiti e permette di impiegare la propria forza lavoro in altre mansioni, o ridurla per sgonfiare i costi dell’attività.

Le applicazioni

Oltre a ciò offre una vasta gamma di funzionalità: GPT-3 fornisce un'ampia varietà di applicazioni che possono essere utilizzate nell'ambito della ricerca, dello sviluppo e del marketing e a differenza delle precedenti versioni (vedi GPT-2) è stato progettato per fornire risultati più accurati.

Rispetto ad altri modelli DNN (reti neurali profonde), GPT-3 richiede meno tempo ed energia computazionale per essere addestrato e ottenere buoni risultati in termini di precisione delle previsioni. Questo rende l'utilizzo più economicamente vantaggioso anche per le organizzazioni con poche risorse IT disponibili.

Siamo solo all'inizio?

GPT3 offre una vasta gamma di possibilità, tuttavia, come con qualsiasi tecnologia, è importante essere consapevoli dei potenziali rischi e vantaggi. Siamo solo all'inizio di questa rivoluzione tecnologica che cambierà il modo in cui interagiamo con la tecnologia: sfruttando al meglio le opportunità offerte da GPT3, saremo in grado di accedere a nuove frontiere nel campo dell'intelligenza artificiale.

Top 5 tools per la SEO (2023)

Quando si parla di SEO, si intende quell’insieme di attività che sono mirate a migliorare il posizionamento e la visibilità di un sito web attraverso appositi strumenti professionali. È un tipo di attività che presuppone la conoscenza della teoria e della pratica, per cui non ci si può improvvisare esperti SEO se non se ne conoscono le dinamiche; la pratica è rappresentata dalla capacità di utilizzo dei numerosi SEO tools messi a disposizione sia dallo stesso Google (gratuitamente) che da altri soggetti, i quali nella maggioranza dei casi offrono prodotti più completi a pagamento.

Tools Gratuiti

Tra i tools gratuitamente fruibili offerti da Google troviamo ad esempio la Search console, che permette di effettuare la verifica di un sito e ottenere i dati sui risultati di ricerca, oppure Google analytics, servizio che fornisce una dettagliata analisi sui visitatori di un sito. Questi due strumenti sono di imprescindibile importanza per i webmaster (coloro che gestiscono il sito dopo la sua pubblicazione online) e rappresentano una risorsa fondamentale per mantenere alto lo standard di salute di un sito, che è costantemente sottoposto alle visite dei crawler di Google, i quali cercano e indicizzano nuovi siti e aggiornano quelli già esistenti quotidianamente.

I free tools sono sufficienti per la gestione della SEO?

Gli strumenti gratuiti di Google sono senza dubbio un’ottima risorsa che assicura a chiunque ne abbia bisogno la possibilità di disporre di un check-up dei dati principali del proprio sito. Per migliorarne però il livello di indicizzazione e per evitare di incorrere nelle penalizzazioni assegnate dagli algoritmi di Google, la soluzione migliore è rappresentata dall’utilizzo di strumenti professionali che sono in grado di effettuare check-up decisamente più approfonditi rispetto ai free tools. Solitamente ognuno di questi strumenti è specializzato in un preciso ambito della SEO, ma alcuni racchiudono nello stesso programma molteplici funzioni ed effettuano scansioni più ad ampio raggio.

Ecco i cinque Tools migliori del 2023 (versioni Freemium e Premium)

SEMRUSH

È una piattaforma che accompagna quotidianamente il lavoro del SEO specialist e lo aiuta a tenere sotto controllo lo stato di salute del sito grazie ad un’ampia gamma di tools e gli permette di monitorare l’andamento della strategia messa in atto attraverso i report. Semrush è una piattaforma freemium che consente, tramite la semplice registrazione, l’accesso a buona parte degli strumenti e la possibilità di richiedere fino ad un massimo di dieci report giornalieri. Per chi invece necessita di check-up più densi e approfonditi, Semrush offre la possibilità di sottoscrivere abbonamenti a diversi pacchetti premium.

Ecco una breve spiegazione delle principali funzioni offerte dalla piattaforma:

AHREFS

Ahrefs è uno strumento a pagamento (avrete la possibilità di analizzare gratuitamente cinque backlinks, dopodiché dovrete acquistare la versione premium) specializzato nell’analisi del traffico dei backlinks. È molto gettonata per la semplicità della sua interfaccia grafica che offre un’esperienza intuitiva e per l’enorme quantità di dati che fornisce. È principalmente utilizzata per la gestione di campagne di link building e link audit.

Dunque, per evitare brutte sorprese da algoritmi di Google come Panda e Penguin che possono penalizzare il posizionamento del vostro sito nella SERP a causa di contenuti considerati scorretti o di scarsa qualità, è vivamente consigliato l’utilizzo di strumenti come questo, che attraverso la scansione dei link in entrata assicurano un traffico di qualità, evitando così la possibilità di ritrovarsi oscurati nella result page.

SCREAMING FROG

Se avete bisogno di un programma che vi aiuti nella scansione del vostro sito simulando l’attività degli instancabili crawler in giro per Google, Screaming frog è ciò che state cercando.

Si tratta di un desktop SEO tool che simula la scansione del sito, in modo da intercettare i problemi che spesso rallentano il vostro lavoro online.

Cosa è possibile fare con questa piattaforma?

Grazie alle simulazioni create con Screaming frog sarete in grado di evitare di incorrere in pesanti penalizzazioni che potrebbero danneggiare il volume del vostro traffico.

GOOGLE KEYWORD PLANNER

Questo strumento fa parte della categoria SEM tools, indispensabile nel campo dell’advertising ma anche imprescindibile per qualsiasi SEO specialist.

Dal momento in cui il programma individua i termini sui quali sviluppare i contenuti, esso accederà ai database di Google e, attraverso lo storico delle ricerche degli utenti, offrirà un pacchetto di keywords relative al termine di ricerca in quesitone.

La peculiarità di Google keyword planner consiste nei filtri di ricerca di cui dispone: geolocalizzazione, pertinenza dei risultati e periodo di riferimento.

COPYSCAPE

Copyscape è uno strumento fondamentale per chi si occupa di copywriting, in quanto l’incubo di ogni copywriter è quello di creare contenuti duplicati, che abbassano l’affidabilità del sito agli occhi dei crawler di Google. Per evitare che ciò accada, questa piattaforma dall’interfaccia grafica estremamente intuitiva permette di effettuare ricerche riguardo al contenuto di interesse, per verificare l’eventuale presenza di duplicati in giro per il web. Quando copyscape esegue il suo report, indica quali e quante parole presenti nelle nostre pagine sono state utilizzate da altri siti. Ovviamente è possibile fare lo stesso lavoro sui nostri contenuti non ancora pubblicati, per verificarne l’originalità del copy.

La conoscenza dei moltissimi tools gratuiti e non, permette di affinare costantemente il lavoro di ottimizzazione SEO, portando sempre più in alto la posizione di un sito sulla result page. Approfondire la conoscenza degli strumenti è l’obiettivo a cui ogni SEO specialist deve ambire, poiché solo così sarà in grado di competere con gli algoritmi sempre più sofisticati sguinzagliati con insistenza da Google.

Smart Working: come è cambiato il lavoro?

Lo smart working durante la pandemia ha cambiato le sorti del lavoro, è evidente. Molte
sono le considerazioni in merito, le esperienze e le decisioni che gli attori economici
devono prendere.

Prima della pandemia del Covid-19 il lavoro da remoto non era previsto. Per fronteggiare il
lockdown è stato istituito il sistema dello smart working, che ad oggi è diventato un
sistema adottato, o meglio integrato, definitivamente da molte aziende.
Ciò mette in evidenza come il tempo, i cambiamenti, abbiano portato alla convivenza di
due elementi in grande opposizione: da un lato il tradizionalismo con le sue tecniche
lavorative e organizzative ormai assodate; dall’altro la ventata di innovazione che la
digitalizzazione ha portato con sé.


Lo smart working ha apportato non solo una differente organizzazione, ma anche una
nuova cultura aziendale. Sono state introdotte nuove ideologie: innovazione e
cambiamento. Non solo, per le aziende lo smart working ha rappresentato anche una
scommessa, poiché si sono dovute digitalizzare e reinventare in tempi record.
Il remote working non è solo modernizzazione, ma anche un ottimo mezzo per verificare il
grado di accettazione delle persone rispetto alla nuova modalità di lavoro da casa.
Questa nuova modalità operativa determina e comporta: efficienza, precisione, inventiva,
competenza. Ha anche però delle implicazioni in termini di organizzazione: il trasferimento
in cloud della documentazione della maggior parte dell’infrastruttura aziendale; la messa in
sicurezza dei dati degli utenti; la creazione di un sistema di accesso che permetta di
accedere ai server.


Ad oggi il remote working è una pratica abituale o sottoscritta tramite accordo che dà ai
loro dipendenti la possibilità una o più volte a settimana di lavorare in questa modalità o
richiederla se necessario.
Alcune grandi aziende ne sono l’esempio vivente: l’Erbolario, che concede ai suoi
dipendenti un giorno di smart working a settimana; Abb Vie Italia; Banca d’Italia; Lidl Italia;
Hitachi Rail, che concede un massimo di 10 giornate lavorative al mese; Ericson.
Ma remote working non significa solo cambiamento organizzativo, ma anche sociologico,
in termini di capitale umano. Infatti, è importante considerare anche il punto di vista dei
lavoratori, i quali hanno diverse opinioni in merito a questa ventata di modernizzazione
adottata dalle aziende (chi per scelta, chi per necessità). Alcuni non notano alcuna
differenza in termini operativi; altri sostengono che questa modalità generi alienazione;
altri ancora che determini il completo annullamento della separazione tra vita privata e
ambito lavorativo (non sentendo più il distacco lavoro-casa); altri ancora sostengono che
questa modalità di lavoro metta il dipendente sempre a suo agio al punto da evitare crolli
di produttività.

Legato allo smart working c’è però anche il fenomeno del burnout. Burnout significa
letteralmente “bruciato”, “scoppiato”, “esaurito”; questo fenomeno ha preso piede in modo
particolare nel periodo della pandemia.
Ma di cosa stiamo parlando?
Si parla di una sindrome da stress cronico mal gestito e prolungato. Questa sindrome è
legata allo smart working per via di due fattori: l’incapacità o l’impossibilità di disconnettersi
dal lavoro; l’incapacità di avere orari precisi di attività lavorativa, come in ufficio.
Quindi smart working giusto o sbagliato?

Il piano editoriale perfetto in poche mosse

Dietro ad ogni pubblicità, nascoste dietre alle famosissime aziende che conosciamo e di
cui siamo fan, c’è sempre un ottimo piano editoriale.

Ma cos’è un piano editoriale? Come si crea? Scopriamolo insieme.

Innanzitutto, il piano editoriale è diretto a tutti i social, che ad oggi si aggiudicano il primo
posto come trampolino di lancio pubblicitario per eccellenza. Basti pensare che secondo
studi sociologici il 71% delle nostre scelte d’acquisto è condizionato dai social.
Per istituire un piano editoriale efficace occorre seguire delle tappe:

Per avere un’ottima strategia social è molto importante conoscere il target del brand,
tramite strumenti come Google Analytics o gli Insights di Facebook. Ciò è importante
perché le statistiche accertano che per ogni target di pubblico occorra scegliere un canale
diversificato.
Dopo aver compreso e selezionato il target della clientela e il social da prediligere, è
importante verificare i punti di forza e di debolezza di ciascun social in modo da scegliere il
giusto canale per la diffusione dei contenuti aziendali.


Ma quali sono i passaggi esatti da seguire per creare un piano editoriale?

  1. Fissare gli obiettivi principali: ossia gli obiettivi che l’azienda vuole raggiungere, la
    sua mission;
  2. Considerare le date più importanti durante l’anno;
  3. Redigere un calendario per ogni mese: selezionare una tematica per ogni mensilità;
  4. Condividere e ideare contenuti avvincenti e di qualità sui vari canali.

Sarà dunque consolatorio poter giustificare i propri acquisti folli a un ottimo piano editoriale
che ha generato successo condizionando le preferenze del consumatore.
D’altronde come disse Godin: “Le persone non comprano prodotti e servizi, ma relazioni,
storie e magia.”

Brand Reputation: definizione e incremento

Quando si parla di crescita del proprio brand, spesso vengono considerati solo aspetti che creino profitto diretto lasciando in secondo piano l’immagine e la reputazione (brand reputation).

Ma cosa si intende per brand reputation?

In parole semplici, è il risultato di un corretto allineamento tra l’identità del brand (ciò che è) e la sua immagine (il modo in cui viene percepito).

La reputazione è quindi la considerazione che gli individui hanno rispetto a qualcosa o a qualcuno, dove l’etica gioca un ruolo fondamentale, attribuendo ulteriore qualità al marchio o all’azienda.

Caratteristiche della Brand Reputation

La reputazione di un’attività si basa su alcuni pilastri fondamentali come:

- la qualità del prodotto venduto al prezzo adeguato, essenziale per la qualità sociale;

- l’autenticità e la coerenza;

- l’ascolto, non solo dei clienti, ma anche e soprattutto dei dipendenti.

Tutte queste caratteristiche, se accompagnate da strategie di marketing che giocano sull’emotività, arriveranno più velocemente ai consumatori che potranno immedesimarsi e riconoscersi nei valori proposti dal brand.

Il confronto tra la percezione degli utenti, della comunità, degli interlocutori istituzionali e dei dipendenti, dà vita alla reputazione di un’organizzazione.

A prescindere che sia un’azienda o una piccola società, il fine ultimo è quello di distinguersi dai suoi competitor e raggiungere i risultati prestabiliti.

La comunicazione dell’attività stessa, la sua immagine pubblica, la brand authority, le azioni intraprese e le scelte in ambito sociale, nonché il rapporto con i dipendenti e la fiducia degli stakeholder, sono solo alcune delle componenti che caratterizzano la Brand o la Corporate Reputation.

Perché è importante la Brand Reputation?

Che sia un brand già consolidato o alle prime armi, l’obiettivo è comune: la Brand Reputation.

Si comincia col farsi conoscere e si completa col farsi ricordare positivamente attraverso azioni strategiche costanti nel tempo.

Se il brand, attraverso la propria immagine, riuscirà a coinvolgere emotivamente il consumatore, lo renderà un vero e proprio ambassador involontario dei propri ideali.

Occuparsi della propria immagine per migliorarla, ne incrementa anche la reputazione: più persone possiedono un’opinione positiva nei confronti di qualcosa o qualcuno, più l’autorevolezza aumenta. 

I 5 fondamentali step per aumentare la Brand Reputation

Grazie alla SEO sarà possibile comparire fra i primi risultati della SERP degli utenti e quindi ottimizzare il posizionamento del proprio sito web sui motori di ricerca. Come? Sfruttando keywords ben studiate che ne indicizzino il traffico.  

Un altro aspetto fondamentale per migliorare la propria Brand Reputation è l’analisi del sentiment d’opinione.

Semrush - eccellente tool di analisi del traffico internet con il quale LikeYou è Agency Partner certificata - aiuta a monitorare le interazioni con il proprio sito, indicando la presenza di sentiment che può essere positivo, negativo o neutro.

Semrush offre anche la possibilità di monitorare i propri competitor che vanno sempre tenuti d’occhio: in questo modo sarà possibile anticiparli, non solo offrendo un servizio e/o un prodotto migliore, ma anche sviluppando contenuti persistenti nella diffusione dei propri valori.

L’originalità ha poi un ruolo fondamentale per l’incremento della Brand Reputation.

Brand che raccontano storie uniche suscitano infatti maggiore interesse fra gli utenti.

È importante quindi che il logo, il pay-off e il tone of voice siano chiari, originali e distintivi.

Gli articoli sui blog, la stesura dei copy per i social, i comunicati stampa, i guest post e le sponsorizzazioni devono incuriosire ed essere accattivanti. Allo stesso tempo è importante la coerenza: seguire un filo logico che porti agli stessi valori del brand, consolidando la propria reputazione e incrementandone l’authority.

Questi sono solo alcuni dei consigli utili per incrementare la tua Brand Reputation.

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